Parole dimenticate, parole scritte per non dimenticare.

Perché scrivere?

Si scrive per tanti ragioni, io ho iniziato per ordinare l’accavallarsi di idee che avevo in testa.

Il mio professore di italiano al Liceo a consigliarmi di scrivere, scrivere su qualsiasi cosa, di qualsiasi argomento, l’importante era scrivere e così ho iniziato.

Mi sono soffermata sulla poesia, o meglio su pensieri che fermavano il mio pensiero.

Il mio stato d’animo in quel momento, come una fotografia, un fotogramma di vita.

E’ nato un libro, Parole Dimenticate che lo trovate www.ilmiolibro.it e nei store di libri online

“In questa raccolta di pensieri e poesie si avverte fin dalle prime righe un taglio “fotografico”, che probabilmente nasce dalla passione – dichiarata dall’autrice stessa – per la fotografia.
Le poesie e i pensieri infatti sembrano assai frammentati, sono istanti fissati su carta.
I temi che emergono sono anzitutto il tempo, che nel suo scorrere inesorabile trascina via tutti i nostri tentativi di fermarlo, compreso il vano tentativo che consiste appunto nello scrivere (“i fogli ingialliti dal tempo”), poi si legge una certa nostalgia per il tempo passato, per l’infanzia descritta come un periodo di innocenza perduta. In molte parti l’autrice sembra essere in attesa di qualcosa che non si verifica, spesso parla di illusione contrapposta alla realtà (“Vorrei scappare in lidi lontani, ma non esiste un posto ove andare.”) Emerge insomma una serie di contrasti (tempo/istante; illusione/realtà; luce/buio; voce/silenzio; speranza/nostalgia) che ben viene riassunta e risolta forse pessimisticamente in un pensiero: “spero, ma l’anima giace in una tomba”.
Nel complesso un libro piacevole, unitario sia nella forma che nel contenuto. 
In alcuni casi sembra che avvenga qualcosa di simile alla fotografia: alcuni pensieri sembrano i negativi di altri pensieri successivi.
Colpisce positivamente la facilità di lettura. 
Il pensiero finale è una chiusura azzeccata.”